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Sentirsi più giovani può essere un segno di buona salute in futuro
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Cosimo Neglia
28 Agosto 2021

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età percepita
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L’età percepita sta ricevendo sempre più attenzione negli studi scientifici riguardanti la salute. Per età percepita si intende l’età che un individuo sente di avere in confronto all’età effettiva o anagrafica. Molti studi scientifici infatti hanno dimostrato i collegamenti fra l’età percepita e la salute che si avrà in età adulta.
La percezione soggettiva dell'invecchiamento non coincide con l'età cronologica e tra le persone esiste una grande variabilità. Ci sono persone che si sentono più giovani dell’età anagrafica ed altre che invece percepiscono di avere più anni dell’età effettiva.
Non è semplicemente una questione numerica, sentire di avere solo uno o pochi anni in più o in meno sarà di poco rilievo. Quello che è importante che è venuto fuori è che nel sentirsi più giovani o più anziani dell’età che si ha vi è racchiuso un importante indicatore per quella che sarà la salute a distanza di anni. Numerosi studi hanno dimostrato che l’età percepita è associata in maniera significativa ad una serie di importanti risvolti relativi alla salute in età adulta, primo fra tutti l’effetto sulle capacità cognitive: i soggetti che si sentivano più giovani infatti si sono dimostrati meno a rischio in età adulta riguardo la demenza oltre che riguardo l’insorgenza di condizioni croniche e presentavano maggiore longevità.
A livello biologico, le persone che si sentivano più anziane della propria età avevano livelli più elevati di inicatori di infiammazione sistemica.
A livello comportamentale, in chi si sentiva più anziano, è stata riscontrata anche una maggiore frequenza di comportamenti e stili di vita predisponenti all'obesità, come l'inattività fisica (articolo di settembre 2018).

Come spiegare queste relazioni?
Le ragioni di questo importante collegamento tra salute in età adulta ed età percepita sono collegate ad un complesso intreccio di meccanismi comportamentali, psicosociali e fisiologici. Risulta chiaro che un individuo che è poco attivo fisicamente, per ragioni legate a condizioni psico-fisiche come stati patologici che impediscono una corretta attività fisica o stati depressivi, sarà portato nello stesso tempo ad avere condizioni patologiche collegate all’inattività fisica e dunque alla percezione di un’età maggiore di quella effettiva. Resta comunque di rilievo scientifico l’utilizzo dell’età percepita come indicatore da tenere presente negli studi scientifici per le correlazioni significative ritrovate con una serie di parametri di salute.

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